Corsa di Chieuti vista da vicino
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SI ALLA FESTA DI CHIEUTI: NO ALLA CORSA DEI BUOI

La Delegazione Puglia del WWF ha inoltrato alla magistratura, ai carabinieri ed alle autorità competenti una circostanziata istanza per impedire che abbia luogo la corsa dei buoi di Chieuti, in occasione della festa di San Giorgio.

In essa viene richiamata l'attenzione sulla violazione, ravvisabile nella gara, di ben 4 disposizioni legislative vigenti ed è fatto esplicito riferimento ad una recente ed innovativa sentenza della Corte di Cassazione nella quale si enuncia il principio del divieto di maltrattamenti gratuiti di un animale in quanto essere vivente dotato di sensibilità e vitalità propria.

In piena sintonia con l'ENPA di Foggia, il WWF non è naturalmente contrario alle tradizioni italiane, ma in presenza d’atti di maltrattamento nei confronti degli animali, ed è questo il caso in quanto i buoi, che per natura sono animali docili e non adatti all'agonismo, vengono tra l'altro pungolati con mazze chiodate, I'Associazione è del parere che lo spettacolo debba essere modificato con gare riservate soltanto alla "bravura" degli uomini, senza servirsi d’animali.

Spettacoli del tipo della gara di Chieuti offendono la sensibilità ed i valori etici della collettività, legittimando la cultura di dominio e sopraffazione dell'uomo sull'animale

Aprile, 1993

WWF Delegazione Puglia

 

DIVERTIMENTO E CIVILTà

Quando i cittadini o le associazioni intervengono per cercare di impedire feste che comportano maltrattamento, sevizie e uccisione d’animali, c'è una costante nelle reazioni degli organizzatori.

"Ma è la tradizione!", rispondono indistintamente tutti, autorità per prime. E questo costante appello alla sacrosanta tradizione, detto ora con calore, ora con indignazione, ora con sbigottito stupore (tralasciamo i motti di scherno e gli inviti ad occuparsi di cose serie) dovrebbe troncare ogni ulteriore approfondimento del problema.

E così quello che va bene oggi, va rispettato dalle persone serie, e sarà anche, nelle intenzioni degli osservanti della tradizione, trasmesso da una generazione all'altra ai posteri.

Ma che diranno di noi i posteri?

Non si vuole dare lezioni di civiltà a nessuno, ma non si può fare a meno di constatare che la cieca testardaggine con la quale gli uomini sono soliti difendere i comportamenti abituali, d’uso invalso, è sempre stata la causa prima dei lentissimo procedere della civiltà.

Ampliando il discorso, se si dovesse accettare la logica di considerare immutabile tutto ciò che è radicato nei comportamenti culturali della gente non sarebbero state cancellate istituzioni come lo schiavismo ed il razzismo praticati in paesi e società che pure si consideravano "civili".

Sotto questo profilo la discussione sui diritti degli animali non è ispirata da un generico sentimentalismo, ma può svolgersi su basi tipicamente razionali.

Gli uomini del nostro tempo stanno intuendo, con fatica, che il maltrattamento d'una qualsiasi creatura non può costituire spettacolo per un essere civile, così come in addietro le passate generazioni finirono per accogliere il concetto che non è lecito divertirsi con il sacrificio dei propri simili. A tal proposito, non vanno dimenticati, nel campo dei divertimenti, gli spettacoli nelle arene dove erano sacrificati non solo animali ma anche uomini.

In definitiva, quella che si propone è una strada non diversa da quella che ha portato ad altre importanti mutazioni culturali ed estensioni dei diritti: è il tentativo di "dare voce" a chi "non ha voce".

Per questi motivi riteniamo, ed in questo i mass media possono svolgere un ruolo prezioso ad insostituibile, che occorre sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di pratiche e spettacoli cruenti e diseducativi che devono essere eliminati dalle abitudini della cultura popolare, per instaurare la civiltà della vera pace e del rispetto verso tutte le creature.

Occorre che la gente comprenda che, così come insegna la storia, la tradizione va cambiata quando è in contrasto con l'evoluzione della società, con nuove esigenze morali, nel nostro caso sintetizzabili con quanto recita la Dichiarazione Universale dei diritti dell'animale proclamata dall'UNESCO a Bruxelles:

"Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell'uomo. Le esibizioni d’animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell'animale."

Aprile, 1993

WWF Sezione di Foggia

 

 

PER LA CORSA DEI BUOI DI CHIEUTI

DENUNCIATI SINDACO ED ORGANIZZATORI

 

Dopo poco più di un mese, il tempo necessario per raccogliere un'ampia e dettagliata documentazione, l’ENPA di Foggia, la Sezione di Bari d’Italia Nostra, la Lega amici degli animali, la Lega italiana dei diritti dell'animale e il WWF Delegazione Puglia, hanno inoltrato alla Magistratura una denuncia nei confronti degli organizzatori della corsa dei buoi di Chieuti e delle autorità locali che hanno rilasciato i relativi permessi in violazione di ben quattro disposizioni legislative.

La citata documentazione, allegata alla denuncia, comprende fotografie professionali comprovanti le sevizie inflitte ai buoi nonché dichiarazioni dell'Istituto di Entomologia dell'Università di Bologna, del Dipartimento di Biologia e Fisiologia Generali dell'Università degli studi di Parma e di medici veterinari attestanti che la corsa dei buoi rappresenta incrudelimento sugli animali. Fanno parte della documentazione anche dichiarazioni testimoniali sull'uso di pungoli acuminati per costringere i buoi alla corsa.

Le stesse associazioni ricordano che, nei giorni precedenti la gara di Chieuti, avevano ripetutamente chiesto che la manifestazione fosse modificata con gare riservate soltanto alla "bravura" degli uomini. Ma il sindaco e gli organizzatori hanno risposta facendo correre lo stesso i buoi, dimostrando così una totale chiusura e insensibilità nei confronti della società civile che non può concepire come spettacolo il maltrattamento d'una qualsiasi creatura.

Consapevoli che accettare ciecamente tutta la "tradizione" significa negare la possibilità stessa del progresso e della cultura, alle associazioni denuncianti non rimane che confidare nell'opera civilizzatrice della Magistratura.

Giugno, 1993

WWF Delegazione Puglia

 

DA WWF ENPA LADA LIDA

STOP AD UNA CORSA CRUDELE DISEDUCATIVA ANACRONISTICA

Nonostante le nuove più severe norme contro il maltrattamento degli animali, che recepiscono la crescente richiesta della collettività per il rispetto della dignità di tutte le creature, anche quest'anno a Chieuti ci si accinge a divertirsi costringendo buoni a correre contro la loro stessa indole e conformazione fisica.

La circostanza che i buoi non sono adatti per correre a lungo è, infatti, provata da un'ampia e dettagliata documentazione scientifica-veterinaria che WWF ENPA LADA e LIDA, fin dallo scorso anno, hanno fatto pervenire alla Magistratura.

Non si tratta, perciò, soltanto di eliminare l'ulteriore maltrattamento causato dal pungolamento dei buoi con aste acuminate: occorre rinunciare ad una corsa crudele, diseducativa, anacronistica e nella quale si ravvisano numerosi reati.

Un’istanza in tal senso sarà, perciò, inviata da WWF, ENPA ed altre associazioni al sindaco di Chieuti, al Prefetto, alla Magistratura.

Qualora la corsa, nonostante tutto, dovesse ugualmente aver luogo, sarà presente il nucleo delle guardie zoofile dell'ENPA di Foggia nonché delegati, in forma anonima, di associazioni per assistere a quanto avviene nel corso della stessa. A tal proposito si rammenta che per reato derivante dalla corsa già alcune persone sono state rinviate a giudizio.

In definitiva, il WWF, l'ENPA e le altre associazioni chiedono apertura verso le istanze emergenti dalla collettività e quindi uno spettacolo con gare riservate soltanto alle abilità dell'uomo.

Aprile 1994

WWF Delegazione Puglia

 

AZIONE PENALE A CARICO DEL SINDACO E DEGLI

ORGANIZZATORI PER LA CORSA DEI BUOI DI CHIEUTI

 

Nuova denuncia con richiesta di promozione d’azione penale a carico di sindaco, organizzatori, esecutori e patrocinatori della corsa dei buoi di Chieuti. A presentarlo alla Magistratura di Lucera sono state le associazioni ENPA di Foggia, LADA, LIDA, WWF Delegazione Puglia.

Numerose le violazioni di legge evidenziate, compreso la recente legge 473 del 1993 contro il maltrattamento degli animali che vieta espressamente l'utilizzo d’animali in " giuochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura ". Che la corsa in parola si configura come tale, scaturisce da un’ampia documentazione fornita da valenti professori responsabili in Istituti scientifici di diverse università italiane.

Ai magistrati è stato, inoltre, fornito un dossier fotografico professionale che documenta, fra l'altro, l'uso dei crudeli e vietati pungoli acuminati.

Per il sindaco, viene evidenziata la circostanza aggravante che, in base al D.P.R. del 31.3.79, è demandata proprio a lui la tutela degli animali.

Per tutti, viene evidenziata la recidività.

Alla magistratura viene chiesto anche il motivo per il quale le forze dell'ordine presenti alla manifestazione non siano intervenute per impedire l'attuazione della violazione della legge.

Le associazioni hanno informato anche l'attuale ministro della Sanità Raffaele Costa che espressamente aveva esortato, nel marzo del 1994, i sindaci " ad impedire tutte manifestazioni con uso improprio d’animali, come la corsa dei buoi ".

Ai sensi dell'articolo 408 del codice di procedura penale, le associazioni hanno chiesto di essere informate degli sviluppi del procedimento penale.

Ai cittadini, le associazioni ricordano che, anche quest'anno, avevano, in data anteriore alla corsa, diffidato il sindaco e gli organizzatori dall'effettuare la manifestazione. La soluzione più volte suggerita è nel modificarla con gare riservate solo alla " bravura " degli uomini.

 

Luglio 1994

ENPA Sez. di Foggia

LADA Nazionale - Bari

LIDA Nazionale - Roma

WWF Delegazione Puglia.