|
EKOCLUB INTERNATIONAL ovvero CACCIATORI MASCHERATI DA AMBIENTALISTI con
un solo obiettivo:
Tale associazione, come risulta anche da un articolato e dettagliato documento informativo realizzato da numerose associazioni ambientaliste e animaliste, non è altro che il cavallo di Troia della Federcaccia per sabotare, anche con il meccanismo della somma dei voti dei rappresentanti della Federcaccia e d'Ekoclub, le posizioni delle vere associazioni ambientaliste e sostituirsi ad esse nel controllo e nella gestione dellattività venatoria, nella gestione delle aree protette, nellattività d'educazione ambientale, ecc. La memoria informativa è supportata da un'ampia documentazione (ben 14 documenti), in gran parte proveniente dalla stessa Ekoclub. Il primo statuto dellassociazione, che prevedeva la coincidenza nella stessa persona delle cariche di presidente della F.I.d.C. e d'Ekoclub e lo stretto collegamento tra le strutture periferiche dei due organismi, rappresenterà lostacolo che <<impedirà di fatto che Ekoclub sia riconosciuta come associazione ambientalista>>. Prende piede, così, un vasto maquillage dellassociazione Ekoclub che si concreta in una serie di misure volte a camuffare la vera natura del sodalizio. Tali provvedimenti <<raggiungono leffetto sperato e consentono al Ministero dellambiente di riconoscere Ekoclub International come associazione ambientalista>> (1992). E così, dopo essere riusciti a spacciarsi per ambientalisti, i Federcacciatori iniziano loccupazione silenziosa e massiccia nelle Regioni, negli Enti locali, nel Ministero e nel Coni. Il legame con la Federcaccia risulta anche dal meccanismo d'acquisizione dei soci. Sulla base di una serie di convenzioni, oggi tutti i tesserati delle Federazioni sportive del Coni convenzionate con lEkoclub - leggi Federcaccia e FIPSAS (Federazione Italiana pesca Sportiva e Attività Subacquee) - acquistano di diritto la qualifica di soci federali. Basta iscriversi ad una federazione sportiva convenzionata con Ekoclub - Federcaccia e FIPSAS le più importanti - per trovarsi anche soci d'Ekoclub. Peraltro, i soci federali non hanno diritto di voto: così il controllo d'Ekoclub è sempre in mano ai cacciatori. Una trovata che crea, dunque, soci fittizi e che, spesso, non rispetta la volontà e le scelte morali dell'individuo, ma che pesa parecchio nelle scelte degli amministratori, alquanto sensibili, com'è noto, alla forza elettorale dei cacciatori. Del resto, la questione della vera natura d'Ekoclub è talmente nota da essere giunta fino in parlamento con due interrogazioni presentate dal Sen. Cortiana e numerosi altri, rivolta ai Ministri dellambiente e dei Beni Culturali. Situazioni di conflittualità con Ekoclub si stanno verificando, oltre che in Puglia, in varie regioni italiane come la Toscana, il Piemonte, la Basilicata, il Friuli, il Veneto, ecc. Il pericolo Ekoclub, peraltro, non concerne solo il controllo dell'attività venatoria. Recentemente si stanno proponendo anche per la gestione d'aree protette. Ad esempio, Ekoclub nel comune di Forlì ha avuto in affidamento un Centro Recupero Rapaci e diffida addirittura gli ambientalisti a portare volatili feriti in altri centri. Ekoclub ha anche avviato attività d'educazione ambientale. Tali iniziative per <<radicarsi nelle scuole>> è prevedibile che s'intensificheranno, considerata la loro preoccupazione per <<bambini condizionati dalla visione amicale e disneiana della natura . che ha umanizzato ogni rapporto con ciò falsificandolo>>. Cosa possono fare gli ambientalisti? Fra le possibili azioni, sicuramente è indispensabile avviare subito una campagna informativa a livello nazionale su Ekoclub, anche per evitare che ignari cittadini, intendendo aderire ad unassociazione ambientalista, si ritrovino nelle fila dei cacciatori. Utili a questo scopo sarebbero azioni eclatanti a livello d'opinione pubblica ed un tam-tam tramite internet, ospitando questo testo sul proprio sito e/o trasmettendolo via e-mail, con l'invito a fare altrettanto. Scopri come attivarti concretamente.
|